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Street art a Buffalo in Wyoming

Buffalo in Wyoming è la porta del West. Adagiata ai piedi delle montagne del Bighorn ha visto generazioni di coloni, indiani, cacciatori di pelli e pistoleri del West attraversare il suo territorio. Questa small town di poco più di 4000 abitanti ti catapulterà direttamente nel Far West con i suoi murales e lo spirito cowboy che trasmettono. Basta percorrere Main street per immergersi nella street art a Buffalo in Wyoming e nello spirito della frontiera americana.

Vuoi scoprire altri itinerari in Wyoming? Allora leggi anche i miei post su Sheridan, lo storico Hotel Sheridan Inn, la street art a Sheridan.

Street art a Buffalo in Wyoming: la storia del West

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La diligenza e i cowboy di Buffalo su un murale di downtown

Quando la Frontiera americana era ancora tutta da scoprire, le terre delle montagne del Bighorn facevano gola a esploratori più o meno improvvisati, a cacciatori di taglie ma anche ad allevatori con una gran fame di terre. Senza contare poi la presenza dei nativi americani, Sioux, Arapaho e Cheyenne e delle loro tribù.

Pochi anni dopo la fondazione di Buffalo nel 1879, il bisogno di terre da coltivare causò una vera e propria guerra tra i grandi proprietari terrieri e i piccoli allevatori. Questi infatti venivano spesso accusati di furto del bestiame e così perseguiti e talvolta linciati. Lo scontro avvenne nel 1892 TA Ranch sulle rive del Crazy Woman Creek, in quella che è conosciuta come la Guerra della Contea di Johnson. Nel fienile del ranch si consumò la tragedia: in una sparatoria di tre giorni molti combattenti persero infatti la vita.

Crazy woman: la pazza che ha dato il nome a molti luoghi di Buffalo

A Buffalo e nei suoi dintorni questo nome, Crazy Woman, ricorre spesso. A partire infatti dalla piazza principale, detta appunto Crazy Woman square, fino al Crazy Woman Creek e al suo omonimo canyon. Ma perchè ricorre così spesso questa figura femminile segnata dalla follia? Le leggende del luogo narrano che due furono le donne pazze di Buffalo, una indiana della tribù dei Crow, che viveva, appunto nella sua follia, lungo il torrente che ebbe poi il suo nome e una donna bianca. Quest’ultima la tradizione vuole che impazzisse dopo aver visto gli indiani Sioux massacrare il marito e i suoi tre figli. La pazzia della donna è raccontata nel film con Robert Redford del 1972, Jeremiah Johnson (uscito in Italia con il titolo “Corvo rosso non avrai il mio scalpo”).

Buffalo in Wyoming: origine del suo nome

Forse stai pensando che il nome della città derivi proprio dai bufali che vivevano in gran numero nella zona. È vero che Buffalo fu fondata proprio nei pressi di una pista che i bisonti usavano per guadare il torrente, ma in realtà la storia è andata in un altro modo.

Infatti la scelta del nome del nuovo avamposto fu affidata a dei bigliettini raccolti in un cappello. Gli uomini del West tirarono a sorte e il vincitore, un tizio di Buffalo, vicino a New York, propose il nome della propria città di origine.

Buffalo in Wyoming: la street art e lo spirito cowboy

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I cavalli Mustang dipinti nel murale di Crazy woman square a Buffalo in Wyoming

Lo spirito western oggi a Buffalo è più vivo che mai. La comunità è assolutamente orgogliosa delle proprie tradizioni e della propria storia.
E quale modo migliore per coinvolgere tutti e far conoscere il proprio passato se non la Street Art? Questa infatti è un’arte che comunica in modo immediato ed è davvero aperta tutti. Non bisogna andare a cercarla, perché è lei che trova noi.
Passeggiando lungo la Main Street di Buffalo fino a Crazy Woman square mi sono vista scorrere la storia del West davanti agli occhi.


I murales realizzati nel 2012 da Aaron Wuerker, Jenny Wuerker e Marchel Kelley, tre artisti locali, sono uno sguardo super interessante sul West e sulle antiche tradizioni dei cowboy.
Sembrano voler galoppare fuori dal muro i cavalli mustang pezzati, ritratti in libertà nelle loro praterie. E poi i cowboy con le pistole e i loro fucili tra diligenze e accampamenti: vero simbolo del west.
Mi hanno sorpreso le pecore di bronzo collocate davanti a questi murales, infatti la comunità di Buffalo ha conosciuto anche gli immigrati baschi provenienti dalla regione dei Pirenei tra Francia e Spagna e ancora oggi presenti in città.

Buffalo in Wyoming e la serie su Netflix

Se hai la fortuna di capitare a Buffalo all’inizio di Agosto, non perderti l’evento top: i Longmire Days. Devi sapere che lo scrittore best sellers Craig Johnson ha usato Buffalo, la Contea di Johnson e tutto lo stato del Wyoming come ambientazione per la sua serie di libri gialli intitolata appunto Walt Longmire Mysteries. È alla serie TV “Longmire“, trasmessa su Netflix, ai suoi personaggi e alle sue atmosfere che sono dedicati i Longmire days.

Dove dormire a Buffalo: L’Occidental Hotel

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La facciata dello storico Occidental Hotel

Se decidi di fare una tappa a Buffalo allora fermati a dormire all’Occidental hotel.
In questo albergo costruito nel 1880 il passato prende vita. Basta pensare ai suoi illustri ospiti da Buffalo Bill Cody a Teohdore Roosevelt, da Butch Cassidy ad Ernest Hemingway. Ma questo hotel ha anche un legame con la letteratura del West. Infatti il ristorante prende il nome dal romanzo di Owen Wister The Virginian del 1902 ispirato proprio alle atmosfere di Buffalo. Basta sedersi al bancone del bar e guardare il soffitto, per vedere i fori dei proiettili dei pistoleri del vecchio west.

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