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Visita guidata al frantoio l’Acropoli di Puglia di Martina Franca

L’Acropoli di Puglia a Martina Franca è proprio ciò che non ti aspetti: un frantoio in pieno centro cittadino. Appena fuori dalle mura del borgo antico, abbiamo infatti partecipato alla visita guidata al frantoio l’Acropoli di Puglia, accompagnati da una professionale quanto simpatica Beatrice Lucarella. In completa sicurezza secondo le norme anti-covid, abbiamo scoperto gli antichi segreti di quest’azienda e imparato a degustare l’olio.

Ma che cosa c’entra un articolo del genere in un blog che parla degli Stati Uniti. Se ci siamo andati un legame ci sarà. La Puglia infatti è molto amata dagli Americani, che sono disposti ad oltrepassare l’oceano pur di soggiornare nelle splendide masserie della Val d’Itria. Spesso i panorami pugliesi fanno da sfondo ai loro american wedding e, per completare in bellezza la loro vacanza italiana, partecipano a visite guidate nei frantoi della zona. E proprio l’Acropoli di Puglia è davvero super specializzata nell’accoglienza dei turisti d’oltreoceano.

Naviga nel blog se vuoi saperne di più anche sulla nostra visita guidata a Pompei con un bravissimo archeologo.

Frantoio l’Acropoli di Puglia: la visita guidata

Te lo dico fin da subito: la visita guidata al frantoio l’Acropoli di Puglia è davvero molto ben organizzata. Beatrice e Vincenzo Lucarelli ci hanno accolti con il loro staff e ci hanno fatti sentire in un ambiente sicuro, nel rispetto delle norme anti-covid. Dopo l’ormai quotidiano rituale della sanificazione delle mani col gel antibatterico, abbiamo preso posto in una sala del frantoio. Tutti assembrati? Ovviamente no, la posizione di ciascuna sedia era indicata da un adesivo verde posto sul pavimento. Anzi su questa novità di quest’anno Beatrice è stata bravissima a sdrammatizzare senza mai abbassare la guardia.

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L’interno del frantoio L’Acropoli di Puglia di Martina Franca

Frantoio l’Acropoli di Puglia: un po’ di storia

Il bel clima familiare che abbiamo respirato durante la nostra visita guidata non è casuale. Infatti il frantoio l’Acropoli di Puglia è il frutto del lavoro, nel rispetto della tradizione, di ben cinque generazioni. Dal 1889 la famiglia Lucarella pianta e cresce gli ulivi, che nelle terre tra Martina Franca a Crispiano hanno messo le loro radici da più di cento anni.

Abbiamo visto occhi orgogliosi raccontarci non solo le fasi di raccolta e spremitura dell’olio, ma anche i valori e l’etica che sottendono a tutto ciò. Infatti ancora oggi le olive vengono raccolte a mano e sottoposte, dopo non più di 24 ore, a spremitura a freddo, con macine in pietra, proprio nel piccolo frantoio di Martina Franca.

Il ciclo della produzione dell’olio in un frantoio cittadino

L’Acropoli di Puglia si potrebbe quasi definirlo un frantoio cittadino. Infatti è l’unico a Martina Franca a trovarsi appena al di fuori delle antiche mura del borgo. Oggi questo potrebbe sembrare privo di significato o quantomeno anomalo, ma immagina la vita contadina del passato. I braccianti rientravano dai campi e potevano depositare le olive, frutto della loro giornata di duro lavoro, direttamente al frantoio posto proprio sulla strada di casa.

Ma se questo non basta a sottolineare il grande valore di quest’azienda, tieni conto che l’olio viene addirittura imbottigliato all’interno del frantoio. Ti starai forse chiedendo che differenza fa questo passaggio. Beh, ti dico solo che in questo modo si mette fuori gioco l’aria, grande nemica dell’olio.

Tre sono inoltre le parole che rappresentano il lavoro al frantoio: Sole, Sassi e Siccità. Sono infatti questi elementi che rendono possibile la produzione di un olio di alta qualità, così come da generazioni avviene all’Acropoli di Puglia.

frantoio l'acropoli di puglia martina franca la macina in pietra
La macina in pietra che ancora oggi si usa per la spremitura delle olive

La nostra degustazione dell’olio

Devo ammettere che non ho mai degustato l’olio d’oliva. Quindi Beatrice ha dovuto guidarmi passo passo in tutti i passaggi per poter assaporare fino in fondo la bontà dell’olio della sua azienda. Ti assicuro che la degustazione dell’olio è davvero un’esperienza sensoriale a tutti tondo che coinvolge tutti i sensi. Ma andiamo con ordine. Beatrice, prima di farci degustare l’olio, lo ha versato in un bicchiere di vetro di colore scuro e, facendolo roteare, lo ha riscaldato, in modo da fargli sprigionare tutti i suoi aromi. Poi ci ha porto l’olio da degustare in bicchierini mono uso. Eccoti allora tutti gli step della degustazione:

  • Fase olfattiva: è stato divertente confrontarci sugli odori che secondo noi l’olio sprigionava, dal carciofo alle mandorle, dai frutti all’erba fresca appena tagliata.
  • Fase degustativa: appena assunto l’olio, non l’ho ingerito, ma ho unto il palato e poi ho aspirato aria con la gola, così da effondere l’olio nel cavo orale. Beh, devo ammettere che anche questo momento è stato molto divertente, soprattutto per gli strani versi che facevamo per meglio vaporizzare l’olio.
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I vasetti in vetro scuro per la degustazione dell’olio

Noi abbiamo degustato tutte le specialità della produzione dell’Acropoli di Puglia, il Florido, il Mosto, il Vivace e l’Amabile, tutti ricavati da una prima spremitura a freddo. L’Amabile e il Mosto in particolare maturano in cisterne sotterranee, scavate nella roccia del frantoio ad una profondità di 5-6 metri. Così che la luce o le fonti di calore non disturbino l’olio in questa fase delicata.

Dulcis in fundo, e qui devo dire che questa citazione latina fa proprio al caso nostro, abbiamo degustato il Cotto di Mosto, ricavato dalla cottura delle uve bianche in caldaie di rame. Il gusto mi ha a dir poco deliziato, ma non chiedetemi di più, perchè l’antica ricetta del 1889 è assolutamente top secret.

Frantoio l’Acropoli di Puglia: lo sapevi che…

Il valore aggiunto alla nostra visita al frantoio è stato il fatto che Beatrice e il suo staff ci hanno raccontato un’infinità di aneddoti sia sulla storia del frantoio di famiglia, sia anche sugli usi dell’olio nell’antichità. Eccotene qui di seguito alcuni.

  • Quando si dice “lampante” riferito a qualcosa che ci risulta molto chiaro o palese non si fa altro che richiamare l’uso originario dell’olio: per l’illuminazione pubblica. Dunque abbiamo scoperto che in origine l’olio non era considerato commestibile.
  • L’olio fin dall’antichità era legato alla sfera del sacro, serviva infatti per dare luce e bellezza alla divinità, così da rendersela propizia.
  • Diverso era l’uso che ne facevano i due sessi: le donne lo adoperavano nella cosmesi per rendere luminosi e lisci i capelli e la pelle, gli uomini invece si ungevano il corpo d’olio prima dei combattimenti o delle gare atletiche.
  • Dulcis in fundo il gelato. Sì, perchè quando a Martina Franca nevicava si “condiva” la neve fresca con il mosto d’uva ed ecco allora che il gustoso gelato deliziava il palato di grandi e piccini.

L’Acropoli di Puglia: non solo olio

Pur essendo nata all’ombra di un ulivo l’azienda non si occupa solo di olio, infatti la famiglia Lucarella si è specializzata anche nella produzione di vino e di una linea di cosmetici all’olio extravergine d’oliva L’a Beauty. In un certo senso il cerchio si chiude e l’olio torna ad essere utilizzato al servizio della bellezza femminile.

Questo post è stato scritto in collaborazione con il frantoio L’Acropoli di Puglia e per questo ringraziamo Beatrice e Vincenzo Lucarella per aver reso possibile la nostra visita alla loro azienda.

Anche tu hai visitato qualche frantoio o cantina nella nostra bella Italia? Lasciaci la tua esperienza nei commenti!

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